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Catania, la “Casa del sollievo”: dalla sofferenza al volontariato

 

Katya Maugeri

CATANIA – «Ho sempre lottato per il diritto più importante: quello della salute». Angela Leonardi, presidente di Rinascendo  – endo come endometriosi –  ha scelto di aiutare le persone che come lei hanno toccato il fondo. All’età di ventiquattro anni scopre di avere l’endometriosi e da lì la sua vita cambia radicalmente. L’endometriosi la patologia cronica di natura benigna che affligge quasi il 10% delle donne, in tutto il mondo si contano circa 150 milioni di pazienti e, solo nel nostro Paese, le stime parlando di 3 milioni di casi. Combattere o arrendersi? Angela sceglie di combattere donando, l’unico modo per costruire una nuova identità, utile per non mollare era aiutare il prossimo. Nasce così la Casa del sollievo diretta e voluta fortemente anche Cetty Chiavetta e Daniel Giuffrida. «È un’associazione di volontariato: apriamo le braccia ai pazienti di tutte le età, ne curiamo l’aspetto più importante, quello umano, attraverso visite gratuite. Realizziamo corsi socio sanitario e forniamo un servizio splendido di clownterapia, includendo un centro di ascolto per le vittime di violenza di genere».

Grazie alla alla ristrutturazione a cura dell’Inner Whill Distretto 211 e ai soci onorari, il dottore Placido Amadio, Maria Grazia Felicioli e Francesco Santocono, la “Casa del sollievo” apre le porte a chi è solo e lotta contro l’indifferenza, accogliendo gli indigenti che non hanno la possibilità di curarsi, garantendo così «visite oncologiche gratuite, ginecologiche, urologiche, cardiologiche e supporto psicologico. Noi la prevenzione le facciamo senza pubblicità perché il bene si fa in silenzio». È una donna forte, Angela, che dal proprio dolore ha generato il desiderio di aiutare il prossimo, «la gente aspettava questa  realtà perché non poter pagare un ticket – molto spesso – è un’offesa alla propria dignità».

La Casa del sollievo ha un obiettivo ambizioso e intriso di umanità: diventare il punto di riferimento catanese e non solo, per sensibilizzare e combattere la discriminazione tanto diffusa che impedisce di aiutare in maniera incondizionata e alimenta inevitabilmente un clima di indifferenza. Angela Leonardi con la sua esperienza dimostra che donare ha un valore inestimabile. «La struttura andrebbe supportata e valorizzata. Il nostro è un progetto di guarigione che non smetterò di portare avanti: non sono mai guarita, ma è bello alzarsi la mattina e donare. È terapia. La migliore».

Fonte:https://www.sicilianetwork.info/

 

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